Le origini dello Shiatsu

Sebbene si pensi che lo Shiatsu derivi dall’agopuntura,

è probabile che le sue origini siano antecedenti persino

a tale venerabile terapia, poichè il “contatto” istintivo

è praticato sin dall’antichità.

 

Si può supporre che, nell’antica Cina, si frizionassero e premessero punti e Meridiani molto prima della stimolazione con gli aghi di pietra rinvenuti nei siti cinesi del Neolitico, risalenti all’8000 a.C. Tuttavia non c’è dubbio che la stimolazione dei punti tramite aghi comporti un minore dispendio di energia, e nonostante la padronanza di tecniche di palpazione e massaggio fosse un importate requisito all’addestramento del praticante prima che gli si consentisse di passare agli aghi, l’agopuntura divenne preponderante. Nel VII secolo circa, grazie ai monaci buddisti, il ricco bagaglio dell’esperienza, della cultura e della tradizione cinese approdò in Giappone trovando un fertile terreno di conservazione e sviluppo.

 

In Giappone, le tecniche di agopuntura e massaggio furono assimilate

con variazioni minime rispetto alla tradizione, tuttavia un certo cambiamento

fu inevitabile.

 

I giapponesi si dedicarono alla medicina cinese con lo stesso atteggiamento assunto verso l’arte: ne affinarono il vigore creativo portando le tecniche alla massima ricercatezza formale. Fu sviluppato, per esempio, un tipo di massaggio addominale, l’Ampuku, i cui praticanti seguivano un percorso formativo che durava talvolta fino a dodici anni per imparare a diagnosticare e curare le malattie basandosi esclusivamente sull’addome (Hara in giapponese). I concetti di Hara e Ki (Qi) sono fortemente radicati nel pensiero giapponese. 

Lo Shiatsu, è pertanto patrimonio comune a tutti i giapponesi, non solo ai medici.

 

Nel 1925 i praticanti più seri formarono l’Associazione Terapisti Shiatsu. Nel frattempo, 

però gli usi occidentali, le tecniche e soprattutto la terminologia medica entrarono gradatamente nel repertorio dei praticanti Shiatsu; i punti cominciarono ad essere conosciuti solo in base alla locazione anatomica occidentale e si perse pian piano il concetto di Meridini colleganti.

 

Tokujiro Namikoshi, che nel 1925 fondò la Clinica di Pressoterapia, tentò di inserire tecniche Shiatsu in una cornice occidentale. La sua scuola era e rimane l’unica ufficialmente autorizzata a insegnare lo Shiatsu, col risultato che il metodo Namikoshi è il più studiato in Giappone.

I suoi terapisti individuano i punti in base alla locazione anatomica invece che attraverso il sistema di Meridiani, prediligendo un approccio scientifico occidentale al trattamento rispetto alla teoria classica.

 

Il capitolo successivo della storia dello Shiatsu cominciò con l’opera di Shizuto Masunaga.

Shitzuto Masunaga

Il Maestro Shizuto Masunaga ha elaborato

una metodologia di Shiatsu che si basa sulla visione energetica del ricevente, reintegrando

i Meridiani  energetici e altri elementi

di Medicina Tradizionale Cinese.

 

Shizuto Masunaga, docente di psicologia all’università di Tokyo, studiò Shiatsu e si diplomò alla scuola di Namikoshi, dove rimase per dieci anni come insegnante. Il suo profondo interesse per la medicina tradizionale cinese lo spinse a svolgere vaste ricerche su antichi testi cinesi e lo portò a fondere le tre aree di suo interesse, la psicologia, la pratica ortoddossa dello Shiatsu e la ricerca storica delle origini, unendole alla moderna interpretazione occidentale della fisiologia.

 

Masunaga ha introdotto importanti novità e ha creato lo stile “Zen Shiatsu”, sottolineando il carattere meditativo del suo metodo.

Le principali novità introdotte da Masunaga riguardano:

  • la focalizzazione dell’energia: ogni osservatore influisce con la sua energia nel fenomeno che sta osservando, ovvero portando l’energia sulla zona interessata l’energia si attiva. L’immagine crea il movimento, il movimento crea l’energia;

  • la dualità mano madre e madre figlia che stimolano rispettivamente le funzioni protopatiche (sentire) ed epicritiche (capacità di selezionare, cioè stimolando una parte tutto il corpo risponde);

  • la centralità di Hara: i Meridiani partono tutti da Hara che è il centro dell’energia e la distribuisce in tutto il corpo;

  • estensione dei Meridiani: i Meridiani non sono più localizzati in un singolo arto, ma percorrono tutto il corpo;

  • il Meridiano ha un suo percorso reale, non fittizio in quanto legato alla posizione degli Tsubo;

  • una nuova visione di Kyo e Jitsu che vengono considerati complementari (in MTC erano trattati autonomamente);

  • caratteristiche della pressione (costante, progressiva, sostenuta, focalizzata e perpendicolare);

  • ciclo dell’ameba e movimento del Ki

  • Zone di diagnosi sulla schiena.

Tratto da: "Teoria e pratica Shiatsu" - vedi bibliografia

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