• Daniela Piola

Un lavoro integrato per la “terza età”

Aggiornato il: 23 ago 2019


Le fragilità della ‘terza età’ Per ‘terza età’ si intende una fascia d’età che va dai sessant’anni in su. È questa una fase della vita in cui la condizione e fisica, psichica e sociale può essere estremamente diversa da individuo a individuo in base alla storia personale, allo stato di salute, alla realtà familiare e al contesto sociale in cui vive. Possono dunque esserci persone che a settant’anni sono attive, piene di interessi e ancora possono rappresentare un punto di riferimento nella famiglia come per esempio nell’accudimento dei nipotini; ci sono altre persone che alla stessa età sono apatiche, si ‘sentono’ vecchie e manca loro lo stimolo per interessarsi ancora alla vita e pur non avendo patologie significative si lasciano progressivamente andare; c’è poi chi è colpito da una delle malattie tipiche di quest’età, come le demenze senili o il Parkinson. In ogni caso è una fase della vita in cui la persona è fragile sia dal punto di vista fisico (dolori legati ai processi di artrosi e osteoporosi, ipertensione, diabete, uso di molti farmaci…), sia dal punto di vista psichico/emotivo (adattamento psicologico al progredire dell’età, il pensionamento e la perdita di ruoli significativi con il conseguente allontanamento da una determinata sfera sociale, la paura della malattia, dell’abbandono, della solitudine…)

Un lavoro integrato Il trattamento Shiatsu rappresenta un aiuto e un sostegno in tutti i casi. È una tecnica manuale che può essere estremamente dolce senza perdere la sua efficacia, aiuta la persona a sentirsi più sciolta, più reattiva, a contattare le sue risorse profonde e a ritrovare l’energia vitale dentro di sé. Nella mia esperienza personale, la terza età è rappresentata principalmente da persone che hanno bisogno di essere aiutate ad attivarsi, che sono o si sentono sole, che percepiscono i dolori e le limitazioni del corpo dovute all’età come qualcosa di insormontabile, che le blocca. Meno si muovono e meno hanno la possibilità di muoversi e tutto le porta verso una chiusura fisica ed emotiva. Nel mio intervento ho integrato al trattamento Shiatsu la mia esperienza con la ginnastica dolce, realizzando con loro un progetto di lavoro articolato:

  • iniziando con il contatto dolce e profondo dello Shiatsu, volto a dare sostegno e ad attivare le energie e le risorse nascoste

  • integrando con esercizi semplici, calibrati sulla persona e sulle sue condizioni legate strettamente al momento presente

  • concludendo a volte con delle passeggiate assistite portando la persona all’aria aperta, facendola uscire dal proprio guscio

Il trattamento Shiatsu crea una base di fluidità, di elasticità, di mobilità, di nuova energia; con la ginnastica la persona sperimenta concretamente che alcuni movimenti che prima non riusciva a fare ora sono ’possibili’. Tutto questo incrementa la fiducia in se stessi, uno stato d’animo positivo e disponibile che in alcuni casi è utile fissare nel corpo e nello spirito della persona portandola fuori dal suo contesto quotidiano, nel quale, spesso, vive la quasi totalità del suo tempo.

I risultati Con le persone anziane non si possono avere grandi aspettative, i risultati sono piccoli ma devono bastare, all’operatore come ai familiari. Bisogna tenere presente che il trend della persona è in calo, e l’intervento non è mirato ad un decisivo miglioramento ma piuttosto al mantenimento di una condizione generale stabile. Bisogna affinare lo sguardo e saper cogliere le conquiste del qui e ora!

#terzaetà #fragilità

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